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Prima ancora di capire in che modo Workplace by Facebook dia voce a tutti i collaboratori di un’azienda, ci si può domandare perché una forte connessione tra le persone sia fondamentale in ambito aziendale tanto quanto nella vita privata. Vengono in soccorso alcuni numeri, che dovrebbero far riflettere ogni CEO interessato a costruire un ambiente lavorativo sano e produttivo: secondo una ricerca di Gallup, l’87% dei dipendenti è disengaged, termine che si può (liberamente) tradurre con disinteressato e che – ovviamente – non va d’accordo con produttività ed efficienza. A questo fanno da contraltare alcuni dati speculari - sempre di Gallup -, secondo cui gli ambienti lavorativi connected, basati cioè sull’interazione e la condivisione tra le persone, generano un +17% di produttività e, soprattutto, un turnover del 40% più basso rispetto alle aziende che non curano questi valori.

Inoltre, ai fini di un ambiente lavorativo sano, connesso e basato sulla cultura della condivisione, non è sufficiente miscelare un po’ di tecnologia con un’attività di change management; bisogna fare in modo che i messaggi giusti arrivino a tutta la workforce e non solo a chi lavora alla propria scrivania e dunque facilmente raggiungibile via e-mail, Intranet e newsletter. C’è chi lavora in negozio a stretto contatto col pubblico (i cosiddetti frontline worker), chi nelle linee di produzione, chi in aereo o anche in nave: per una grande azienda, raggiungere tutti i propri dipendenti può essere difficoltoso, anche perché lo strumento principe della comunicazione interna, cioè l’e-mail, non è fornito a tutti i dipendenti.

 

Workplace by Facebook dà voce a tutta la workforce

Su queste premesse, è più facile comprendere non solo il successo, ma anche l’efficacia dei social media interni – tra cui Workplace by Facebook – ai fini della creazione di una connected workforce, con tutti i benefici che ne derivano. Workplace è una soluzione perfetta per svariati motivi, ma soprattutto perché la sua versione ‘consumer’ (Facebook) è nata proprio per favorire le conversazioni e deve alla sua user experience il successo planetario che ha ottenuto. Riproporre i medesimi punti di forza adattandoli al contesto aziendale non può che essere un enorme successo, anche perché Workplace by Facebook lo sanno già usare tutti, cioè non hanno bisogno di sessioni di formazione, e soprattutto raggiunge chiunque, anche chi non ha l’e-mail. Non dimentichiamo, infatti, che secondo uno studio della stessa Facebook, il 54% dei frontline worker percepisce un netto distacco e assenza di comunicazione con il resto dell’azienda: uno strumento come Workplace by Facebook risolve alla fonte il problema.

Come usare, dunque, questo strumento per favorire la creazione di un connected workforce? Si possono adottare diverse tattiche, singolarmente o congiuntamente: l’implementazione di un Social interno non si esaurisce infatti nel lancio, in una spiegazione delle funzioni basilari e nella diffusione di qualche best practice, ma richiede un commitment costante da parte di tutti, CEO e top management inclusi (anzi, senza di loro l’efficacia dello strumento rischierebbe di non essere sufficiente), perché solo con l’uso costante la comunicazione bidirezionale tipica dello strumento ha capacità di plasmare la cultura aziendale, portandola verso un mondo più agile, veloce e produttivo. Ecco qualche idea:

 

  • Spostare le comunicazioni quotidiane su Workplace

È fondamentale che, in tempi brevi, Facebook diventi lo strumento principe per la comunicazione aziendale, che siano gli annunci tipici dei canali top-down oppure gruppi di progetto in cui ognuno è incoraggiato a contribuire, anche se lavora a migliaia di chilometri di distanza. Un’ipotesi da non sottovalutare è quella di trasferire al suo interno larga parte dei contenuti e delle funzionalità dell’Intranet aziendale, che tantissime organizzazioni hanno ma che pochi usano con cadenza regolare.

 

  • Usare Workplace per la pianificazione delle attività e per i meeting

Workplace by Facebook è uno strumento di lavoro basato sulla collaborazione e la condivisione. All’interno della piattaforma è possibile organizzare e fare videochiamate in HD connettendo fino a 50 persone: colleghi a due uffici di distanza, ma anche persone dall’altra parte del mondo con un tablet o uno smartphone. Tutto in modo rapido ed efficiente. 

  • Creare gruppi finalizzati alla comunicazione bidirezionale

La comunicazione top-down resta una modalità importante, ma dove lo strumento brilla di luce propria è quella bidirezionale, in cui l’intervento e l’interazione tra persone sono incoraggiati. La scelta e creazione dei gruppi è un’attività fondamentale: si può optare per le classiche suddivisioni per divisione, funzione, progetto, attività oppure affiancare a queste dei canali orizzontali pensati appositamente per favorire l’engagement.

 

  • Nominare i Group Leader

Soprattutto nelle organizzazioni più ampie, i Group Leader hanno un ruolo centrale ai fini del successo dei social network interni. Sono le persone che, di fatto, hanno la responsabilità del gruppo e devono favorire l’engagement: ad essi si chiede coinvolgimento costante, apertura di post pensati per stimolare la conversazione, organizzare eventi e meeting di gruppo, postare le FAQ e, soprattutto, essere estremamente reattivo se interpellato. Senza i Group Leader, le persone sarebbero meno invogliate a usare lo strumento quotidianamente.