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Il rapporto tra Facebook e il mondo del lavoro non è mai stato dei più semplici o lineari: nel 2016, CNBC pubblicò un articolo secondo cui il tempo trascorso dalle persone su Facebook (dal giorno della nascita) sarebbe stato equivalente a 3.500 miliardi di dollari di produttività persa. Altre fonti parlano una media di 2,35 ore lavorative trascorse ogni giorno sui social, il 32% delle quali per scopi personali, con chiare conseguenze sulla produttività complessiva. 

Al di là dei titoli ad effetto, è chiaro che il rapporto tra le dinamiche della comunicazione social e il mondo del lavoro vada approfondito. C’è chi ha creduto di rimediare alla minaccia social sul luogo di lavoro bloccandone semplicemente l’accesso, cosa peraltro di difficile attuazione da quando gli accessi avvengono nella quasi totalità dei casi da dispositivo mobile e ognuno può usare la propria connettività dati su rete cellulare. Fortunatamente, molte aziende hanno invece evitato di combattere ciecamente contro l’inarrestabile progresso tecnologico e sociale e hanno deciso prima di tutto di comprenderne il significato, per poi assecondarlo rendendolo un alleato verso un nuovo livello di digitalizzazione aziendale e di produttività.

 

Adottare le dinamiche di Facebook sul lavoro

Non c’è dubbio che i social network abbiano rivoluzionato le modalità di comunicazione tra le persone. Facebook è nato per permettere un contatto, un’interazione, per semplificare il dialogo tra le persone; le aziende, dal canto loro, hanno tanto bisogno di intensificare la comunicazione all’interno dei propri team, delle proprie divisioni, delle unità organizzative e delle sedi. Se le dinamiche di interazione ‘social’ hanno funzionato talmente bene tra privati da portare su Facebook 2,38 miliardi di persone, non esiste motivo per cui non debbano funzionare sul luogo di lavoro, che tra l’altro da sempre fa i conti con i cosiddetti silos, cioè con unità organizzative che faticano molto, con gli strumenti tradizionali, a comunicare tra di loro. Un esempio da manuale è il rapporto che, nelle aziende di una certa dimensione, c’è tra il marketing e le vendite: entrambi fanno parte del medesimo processo che – semplificando – dalla generazione di un lead (potenziale persona interessata) deve portare a una vendita, ma se manca sinergia e comunicazione tra loro, buona parte del lavoro svolto non può generare risultati tangibili. In questo caso, come in tanti altri, considerare le dinamiche di Facebook in termini di opportunità è in assoluto la migliore strategia possibile.

 

Oltre la comunicazione: un workplace ispirato ai social network

Portare in azienda Facebook, ma soprattutto i principi che ne hanno determinato il suo successo, non significa soltanto introdurre, come visto in precedenza, nuove e più efficienti modalità di comunicazione tra persone, team e divisioni. Accogliere in azienda i principi alla base dei social network permette ai business leader di creare nuove modalità di lavoro, procedure, e rivoluzionare l’azienda a livello organizzativo rendendola più agile e pronta ad affrontare le sfide del futuro. In pratica, qui in ballo c’è molto di più di un nuovo modo di comunicare: c’è la possibilità di ispirare ai social network le dinamiche di lavoro, che di conseguenza devono diventare agili, efficienti, devono poter contare su persone sempre connesse e, soprattutto, devono mettere le persone al centro del sistema, vero pilastro su cui si reggono i social. 

A livello pratico, questo permette la creazione di un posto di lavoro agile ed efficiente, in cui le risorse possono contare su un rapporto più stretto e collaborativo, in cui la leadership è più visibile e vicina, in cui è presente molta comunicazione bidirezionale e in cui, per definizione, i silos informativi non esistono più. Inoltre, un sistema del genere permette di lavorare ovunque, senza la necessità di rimanere in ufficio o l’esistenza di vincoli legati all’orario. Essendo poi l’esperienza social mobile per definizione, è normale per tutte le persone poter interagire in spazi virtuali comuni, anche quelle che tradizionalmente non hanno mai avuto un’email aziendale. 

Quanto descritto non è certamente utopia, bensì l’applicazione a livello aziendale dei principi che hanno permesso a un social network come Facebook di conquistare il cuore di miliardi di persone. Oltretutto, per evitare preoccupazioni di fronte a un processo di cambiamento radicale, non bisogna dimenticare un aspetto importante: nonostante in azienda coesistano diverse generazioni di persone, con aspettative e modalità di gestione del lavoro differenti, tutte hanno accettato (salvo eccezioni) i social network nella propria vita e per questo non dovrebbero affrontare un processo di cambiamento importante per sfruttarne le dinamiche anche sul posto di lavoro. Questo, unito a molti altri fattori, suggerisce ai leader aziendali di guardare Facebook con interesse e un pizzico di ammirazione, perché è un’opportunità da non farsi sfuggire e, di sicuro, non un nemico da combattere.

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