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Esiste un’azienda ideale per la Google Collaboration, un’impresa il cui modello organizzativo si sposi perfettamente con il paradigma di lavoro di G Suite? La domanda è molto interessante e conduce a una risposta articolata poiché sono molti i fattori che concorrono nel rendere l’azienda un candidato perfetto: si tratta di capire com’è organizzata, a che punto si trova del suo iter di sviluppo, in che settore opera, che esigenze ha, se è in fase di crescita o meno e, non da ultimo, lo stato dei suoi sistemi informativi.

 

Azienda in forte crescita: primo candidato per la Google Collaboration

Partiamo da una considerazione legata all’IT, e in particolare ci concentriamo su quelle aziende in crescita che sono ancora vincolate al modello on-premise e quindi a un modo piuttosto datato di fare IT. Data la ben nota difficoltà di scaling delle infrastrutture tradizionali, un periodo di forte crescita equivale a un balzo in avanti sul fronte degli investimenti: la migrazione verso il cloud diventa quindi fondamentale non solo per assecondare le esigenze dei dipendenti, ma anche per ottimizzare i costi a causa dell’accesso al modello pay-per-use. La crescita dell’azienda, inoltre, porta con sé un fisiologico aumento della forza lavoro ed è, quindi, un momento perfetto per intensificare la spinta verso la collaborazione facendo perno sulla flessibilità del cloud e degli strumenti della Google Collaboration.

 

Google collaboration e Smart Working, alleanza perfetta

Avessimo scritto questo articolo prima dei noti eventi di inizio 2020, avremmo affermato che tra i candidati ideali alla Google Collaboration ci sono quelle aziende con una forte presenza di remote workers. Oggi, la prospettiva è un po’ cambiata, nel senso che lo smart working non è più un paradigma di interesse per ‘alcune’ aziende ma è a tutti gli effetti una necessità per la stragrande maggioranza di queste; tutto ciò  rende la migrazione verso la collaboration di G Suite altamente consigliata proprio per supportare al 100% un modello di lavoro che, sia pur affermato da anni, ha subito una fortissima accelerazione da febbraio 2020. Fatta ormai un’importante (e involontaria) sperimentazione di smart working, le aziende che volessero proseguire su questa strada nelle fasi successive all’emergenza Covid-19 troverebbero in G Suite, ovvero nella Google Collaboration, un alleato insostituibile.

 

Aziende con organizzazione fortemente distribuita

G Suite impone un modello di lavoro basato sulla collaborazione, sull’accesso alle risorse aziendali ovunque ci si trovi e indipendentemente dal device utilizzato, un modello che, oltretutto, è supportato dalla sicurezza by design. È quindi del tutto normale che, tra i casi di successo della piattaforma, ci siano tante grandi imprese basate su un modello organizzativo fortemente distribuito: stanti le considerazioni di cui sopra, ovvero il fatto che gli eventi del 2020 potrebbero estendere lo smart working un po’ ovunque, la cloud collaboration rimane perfetta quando l’azienda ha un’estensione tale da comprendere sedi, divisioni, filiali, punti vendita, reparti, magazzini ecc. Più l’organizzazione è ampia, articolata e distribuita anche a livello geografico, migliori sono i risultati del nuovo paradigma di lavoro basato sulla Google Collaboration. Non è quindi un caso che tra i verticali più rappresentati nelle storie di successo della piattaforma ci sia il retail.

 

Organizzazioni pronte per modalità di lavoro agili e collaborative

Talvolta capita che, nonostante l’azienda sia una sola, le sue divisioni operino in modo disgiunto e con strumenti diversi, cosa decisamente comune nel caso di fusioni o acquisizioni. Il passaggio dell’intera organizzazione verso la Google Collaboration, quindi verso il modello di lavoro agile promosso da G Suite, è perfetto in questi casi: esso, infatti, porta con sé un’inevitabile discontinuità ma, se implementato correttamente e con un alto tasso di adoption, finisce per ‘unificare’ l’azienda, ovvero per ottenere un risultato addirittura più importante rispetto all’introduzione di un modello di lavoro agile, smart e collaborativo.

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