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Il tema della Google G Suite migration tiene banco. Lo dicono i 6 milioni di utenti business, il numero in continua crescita di grandi aziende attive (tra cui FCA, Airbus, BBVA, Broadcom e Adeo) e, soprattutto, una crescita costante di circa 1 milione di utenti all’anno dal 2016 ad oggi. Perché dunque un’organizzazione dovrebbe valutare seriamente il “passaggio” a G Suite? Cosa spinge il suo CIO a considerare una piattaforma che – per forza di cose – crea una certa discontinuità e un cambio di rotta che poi va gestito?

Alcune motivazioni, per chi conosce G Suite anche solo per averlo usato in versione personale, sono abbastanza banali ma anche estremamente efficaci: il costo (o, meglio, il TCO: Total Cost of Ownership), per esempio, può essere un driver importante anche per via dei benefici portati dal modello as-a-service; la completezza e la ricchezza di funzioni; le funzionalità di collaboration, che rendono l’azienda più produttiva e avvicinano le persone; e il fatto di essere un abilitatore naturale di Smart Working e Remote Working, temi estremamente caldi soprattutto nelle ultime settimane.

 

Google G Suite migration: i benefici per tutta l’azienda

Onestamente, la lista potrebbe andare avanti a lungo. D’altronde, come anticipato, i benefici sono innegabili e il tema della G Suite migration è molto attuale. Tra i motivi che spingono un’azienda a valutare la Google G Suite migration ce ne sono anche di meno evidenti e pubblicizzati, ma non meno importanti: essi, infatti, non riguardano le caratteristiche del prodotto bensì l’impatto che esso avrà in azienda. Conoscerli è fondamentale non solo per completare il quadro, ma per affrontare la G Suite migration con la consapevolezza di ciò che accadrà. 

 

1. L’azienda cambia. È un circolo virtuoso

G Suite cambia l’azienda perché innesca un circolo virtuoso: le persone iniziano a lavorare in maniera diversa, più efficiente, smart e connessa, e in questo modo l’organizzazione supera le inefficienze tipiche di modelli ormai datati. Poco per volta, il cloud diventa sempre più rilevante e l’IT inizia a sfruttarlo per portare innovazione in azienda con una rapidità e un’agilità che fino a ieri parevano impensabili e che vanno ben oltre la collaboration di G Suite. Ma tutto è nato da lì. 

 

2. Una sola esperienza d’uso

In alcuni casi, G Suite unifica le aziende. Si pensi alle acquisizioni, alle fusioni, ai grandi gruppi in cui la frammentazione è importante e le divisioni lavorano con strumenti diversi e versioni diverse, oppure con lo stesso strumento ma in modalità differenti. G Suite ha una caratteristica peculiare: non ci sono due versioni del prodotto e c’è un solo modo per usarlo (bene). Questo fa sì che tutte le persone dell’azienda, ovunque si trovino e in qualsiasi processo siano occupate, lavorino nella stessa maniera. Con tutti i benefici del caso, anche per l’IT. 

 

3. Massima sicurezza

Finalmente, le aziende si fidano del cloud. Si fidano della sicurezza di Google, dalla sua infrastruttura, degli strumenti di sicurezza che mette a disposizione degli IT manager e delle svariate certificazioni che può vantare. Soprattutto, le imprese hanno capito che il vero pericolo è continuare a lavorare come si è sempre fatto: con i file server, con le versioni diverse dello stesso documento, con l’invio via e-mail. Da lì possono nascere seri problemi di sicurezza: da G Suite, no.

 

4. Collaborazione garantita

G Suite “obbliga” le persone a collaborare ed è uno dei motivi per cui la Google G Suite migration è un trend importante. Riagganciandoci a quanto espresso più in alto, la collaboration non è una delle esperienze d’uso di G Suite, ma l’unica esistente. D’altronde, questo è proprio lo scopo dello strumento, nonché il mezzo con cui portare le aziende verso livelli di produttività elevati.

 

5. Ridurre lo Shadow IT

La maggior parte delle applicazioni non autorizzate dall’IT ma usate ugualmente in ambito aziendale riguarda la comunicazione e la condivisione di file e documenti. A tal proposito, G Suite magari non offrirà nulla di nuovo – perché le persone hanno già trovato delle strade per collaborare – ma riporta tali attività all’interno dei confini delle policy aziendali.

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