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Un buon CEO ha un canale di comunicazione sempre aperto con i propri dipendenti. "What employees want" non è dunque un’espressione retorica, bensì la constatazione di un’esigenza importante: le aziende la cui forza lavoro è engaged crescono più rapidamente delle altre, e a tal fine un canale di comunicazione diretta con il top management è uno dei fattori più rilevanti.  

A livello pratico, si può partire con un dato tutt’altro che incoraggiante: secondo una ricerca di APPrise Mobile, il 23% dei dipendenti (quasi 1 su 4) di grandi aziende non solo non ha un canale di comunicazione con i propri manager, ma non sa nemmeno il nome del suo CEO. Al punto che molti commentatori, per sottolineare la frattura tra il n.1 dell’azienda e le altre persone che vi lavorano, parlano di un’inquietante figura di invisible CEO, che lavora a ciclo continuo per l’azienda ma non è coinvolto in nessun modo nei processi interni: non ha il polso dei suoi dipendenti, in pratica. Certo, tutto va misurato in funzione delle dimensioni della struttura: in un’azienda da 50 dipendenti il rapporto sarà (in media, almeno) più stretto rispetto a quanto non sia possibile in una grande multinazionale, ma è peraltro vero che con la ricchezza di strumenti disponibili, qualsiasi dirigente ha la possibilità di comunicare con gli altri in modo semplice, rapido e senza sottrarre tempo alle proprie attività principali.  

Tornando ai numeri, si leggono anche dati positivi: secondo Gartner, la workforce è una delle tre priorità per il 28% dei CEO, passando dal 16% dell’anno precedente. Pur trattandosi di un’affermazione molto generica, che può prevedere diversi ambiti di intervento, è chiara l’esigenza, da parte di chi gestisce la società, di intensificare le attività rivolte ai dipendenti, tra le quali c’è senz’altro quella di aprire nuovi canali di comunicazione e accorciare la distanza tra tutte le persone che prestano servizio per l’azienda.  

 

La tecnologia che semplifica il dialogo 

Un buon CEO è colui che comunica, che apprezza il feedback, che non si limita a diffondere notizie determinanti per il business ma cerca di trasmettere il concetto di teamwork. Ma c’è un problema a monte: anche il CEO più comunicativo del mondo non potrà mai sapere what employees want se la struttura non impiega gli strumenti giusti. Non è infatti possibile conoscere le dinamiche interne e rilevare eventuali colli di bottiglia o silos da abbattere, se non sono attivi canali di comunicazione in cui tutti i dipendenti sono chiamati ad esprimersi, ognuno (ovviamente) sulla base del proprio ruolo e delle proprie competenze.  

È dunque fondamentale, da parte di un buon CEO, utilizzare una piattaforma, uno strumento, un sistema che non solo favorisca il dialogo tra le persone, ma lo faccia in modo pubblico e solare, evitando il più possibile che chi lavora nello stesso ufficio crei il ‘classico’ gruppo di WhatsApp che ai fini della crescita aziendale serve a poco e, anzi, favorisce la creazione dei silos. 

 

I social aziendali come soluzione  

Ecco perché i social network interni sono tra i più gettonati strumenti di collaborazione aziendale. Essi favoriscono il dialogo bilaterale e la condivisione delle informazioni in modo pubblico, cristallino, permettendo a chi gestisce l’azienda di intervenire, comunicare e avere sempre il polso della situazione. Soprattutto in realtà di grandi dimensioni, questo è in assoluto lo strumento migliore per creare una cultura aziendale basata sul dialogo e sul feedback continuo. In più, il social interno permette di superare i limiti della tradizionale comunicazione unidirezionale, che non risponde più alle esigenze di agilità delle aziende moderne, in cui le persone lavorano sempre meno alla scrivania ma non per questo possono essere escluse dall’ecosistema aziendale. 

 

Il ruolo del CEO nella comunicazione interna 

Per ottenere risultati, i social interni hanno bisogno di piena adozione (endorsement) da parte del CEO, oltre a un’attenta strategia di lancio ed una corretta impostazione dei canali di comunicazione. L’assenza del CEO, che più di ogni altro rappresenta il volto, l’ambizione e il futuro dell’azienda, apparirebbe – agli occhi dei dipendenti – la conferma di voler mantenere una distanza e di voler impiegare lo strumento tecnologico solo ai fini di monitoraggio dell’attività interna. È dunque fondamentale che il CEO decida di usare lo strumento come unico o prevalente canale di comunicazione e che si impegni, in funzione del tempo a disposizione, creare un rapporto diretto e bilaterale con le persone che ogni giorno si impegnano a trasformare la sua vision in realtà. A quel punto, crescere sarà molto più facile.